✄ Poster (semi)automatico: Omaggio casuale a John Carpenter

24 Feb

Gioco:

✄ POSTER AD ASSEMBLAGGIO CASUALE ✏

1) Vai su Flickr → The Commons → scegli un paesaggio o un’altra immagine di sfondo

2) Scegli una foto storica o da un vecchio film per il soggetto

3) Prendi il titolo dell’ultimo film che hai visto e altri film dello stesso regista, mettili come nomi delle band

4) Scegli una data a caso dal calendario come data del concerto

5) E ora il locale: un altro titolo di film , sempre dello stesso regista, come nome del posto (per l’indirizzo, io ho usato la data di nascita di John Carpenter, e la location del suo film più famoso come città).

6) Assembla il tutto!

7) Fatto.

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Di comfort zone, propositi, e sfide personali.

23 Feb

Ieri sera un gruppo con cui ho lavorato ha annunciato tramite facebook che un noto tattoo artist e illustratore sta lavorando a un disegno per loro, presumibilmente per una maglietta o altro merchandise.

Quindi ecco, sono intanto molto contenta per questa band italiana, di cui apprezzo molto, tra le altre cose, l’intraprendenza e le idee chiare in fatto di estetica. È stimolante e divertente lavorare con gruppi così, ce ne fossero!

Ma tornando ai miei 5 minuti da scolaretta: essendo già in contatto su Tumblr, ho scritto a questo noto illustratore un messaggio che diceva suppergiù “bella storia, abbiamo lavorato allo stesso gruppo, evviva, yuppidù”. Per dire che era un messaggio un po’ gratuito da fan, ma tant’è.

Poi ho esitato a mandarglielo, pensavo: mi prenderà per deficiente. E così co sto ditino su “invio” per 10 minuti. Alla fine ho pensato: massì, al massimo mi prenderà per deficiente. Invece è andata così: si è rivelato una persona squisita, ed è venuto fuori uno scambio di email, lavori, e anche qualche complimento per il succitato artwork, di cui sono -ovviamente- molto lusingata. Questo per dire: quando una cosa ti sembra stupida, ma non hai niente da perdere, why not? A volte a essere un po’ naif va anche bene!

Questo mi ha fatto venire in mente che varie volte ho letto consigli a proposito della “comfort zone”. La famosa linea che va un po’ forzata ogni tanto per raggiungere risultati o miliorarci, sul piano personale come su quello professionale.

Ora, la mia comfort zone è estremamente circoscritta. Se dovessi immaginarla, sarebbe così:

Insomma un posto calduccio, comodo, con una gran vista e in cui non mi manca niente, ma dal quale più o meno spesso devo uscire per poterlo apprezzare davvero (e per non fare la fine di Jack Nicholson in Shining).

Così ho deciso di istituire una bacheca “daily challenges” sulla parete sopra il computer, apposta per le cose che ogni giorno dovrei fare ma mi costano un po’ fatica: uscire a camminare/correre, fare un salto in paese a scambiare due parole con qualcuno, scrivere mail, etc. Tutte cose che richiedono di vincere la timidezza o il timore di essere fuori luogo, oppure che richiedono un minimo di forza di volontà e costanza (questa sconosciuta, chi l’ha mai incontrata?).

Di queste bacheche appese sulla parete ne ho già due o tre: mi ci segno progetti, moodboard e le liste delle cose da fare. È fondamentale che siano fisiche, non posso affidarmi al digitale per queste cose, essendo il computer il mio temibile ipnorospo: quando si tratta di essere operativi, devo passare all’analogico!

Sulla mia bacheca degli sbattimenti giornalieri, ora, c’è anche questo: scrivi, presentati, dì una cosa se ti va di dirla. Sembra una boiata ma per me è uno sforzo enorme.

 

edit: Anche questo post rientra nel discorso appena fatto. Prima di postarlo, ci ho pensato 100 volte, “mah, è troppo personale, troppo qui e troppo là, forse è meglio non scrivere nomi…” ma se il punto è avere il coraggio di essere se stessi, è questo il senso del blog. Il marketing puro lo lascio alle aziende, anche se, stando a questo personaggio, sono loro a dover imparare dalle persone a raccontare storie, e non viceversa.

edit #2: Tanto per sputtanare subito la prudente vaghezza del post: il gruppo sono i Lamantide (con cui ho lavorato per l’artwork del loro disco d’esordio, uscito a novembre 2011) e l’illustratore è costui.

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♥ di pietra, ci siamo!

20 Feb

Oggi nevica di nuovo, e parecchio. Siamo sui 30 centimetri, ho già spalato due volte le scale fuori casa e non sembra voler smettere.

Così mi sono armata di caffè (svariati), pinze, campioni di fogli di pietra e finalmente ho provato a vedere cosa ci si può fare. La buona notizia è che si tagliano con le cesoie da giardino, ma non senza fatica!

Ho fatto i miei primi orecchini di prova con questa varietà color rame, su una base di pelle nera recuperata da una vecchia borsa. Tagliato i triangolini, cartati, forati col minitrapano ed ecco qua. La chiusure sono diverse perchè ne ho fatto uno più lungo e uno più corto per vedere come stavano.

Ta-daaaaan!

Anche l’Arciduca Von Japinis sembra contagiato dall’atmosfera ovattata. Qui è immortalato mentre dorme sulle mie perline. No, stellina, non disturbi. No, non le stavo usando.

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Un paio di miei disegni

19 Feb

Oggi su Pinterest ho ritrovato per caso questa fotografia, che avevo usato come ispirazione per un disegno tempo fa:

portrait • david boni

Finalmente so di chi è! Non smetterò mai di dire che Pinterest funziona mooolto meglio di Tumblr da questo puntro di vista.

E questo era il disegno, stavo lavorando a una serie sulle creature mitologiche reinterpretate:

il Minotauro Hipster. Si lo so, gli mancano i wayfarer a righe.

snorting horse

E questo è un altro disegno sempre della scorsa primavera, che ero in fissa col pennarello minimale + colorazione e texture digitale. Niente modelli qui, ho disegnato talmente tanti cavalli da piccola che vado col pilota automatico ^.^

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5 cose dal mucchio

19 Feb

Ogni giorno mi innamoro di qualcosa: a volte sono colpi di fulmine, altre volte ritorni di fiamma, tutte cose che vanno a finire su Pinterest, Tumblr o affollano i miei segnalibri! 5 cose dal mucchio è una selezione, ma non chiedetemi qual’è il criterio:

un vestito nero da maestrina, da hobbs.co.uk

...e uno invece paesaggistico

piatto a forma di cuore da JDWolfePottery su Etsy

gioielli geometrici di Noritamy.com

palchi e corna dipinte

Credo che la maternità di questa cosa si possa attribuire a Cassandra Smith: www.etsy.com/shop/MadeByCassandraSmith

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Hai detto startup?

17 Feb

Un post diverso. Non sono impazzita (credo), è solo che ogni tanto mi interesso anche di queste robe qua. Anche se quando sento la parola “innovazione” vorrei metter mano alla pistola (ops! non si dice! nazzysta!), continuo a leggere tutte le notizie di settore e a vivere questa altalena psicotica tra attrazione e repulsione, senso di inadeguatezza e rifiuto. Vabbè. Welcome in gemini.

Tra le idee d’impresa presentate davanti ai Gran Sacerdoti della Silicon Valley durante la scorsa edizione di Mind the Bridge ce ne sono due interessanti legate al mondo della musica: Sounday e Frestyl.

Sounday è una versione in grande di quello che vorrei fare, attraverso un blog o piattaforma dedicata, per il DIY: un network che mette in contatto musicisti, produttori, label, graphic designer e videomaker, aziende che stampano cd…insomma tutti i soggetti di cui può esserci bisogno per far uscire un disco, in modo orizzontale e senza passare per major. Il modello è quello di tanti già collaudati siti di domanda-offerta di servizi creativi come Bandjob (che si rivolge principalmente a grafici e illustratori), e spero veramente che raggiunga una buona base di utenti perchè l’idea è buona, ma come sempre in questi casi bisogna che la gente ci vada perchè diventi davvero utile.

Frestyl ammetto che l’ho guardato meno e quindi non posso dire con esattezza come funziona, comunque è uno strumento social per la condivisione di tutto quello che ha a che fare con l’universo live, utilizzabile da promoters e band come strumento professionale e da tutti gli altri utenti come agenda, mappa, motore di ricerca per i concerti e la nightlife, un po’ come si fa(ceva) con la parte live di Last.fm. Altra cosa: è pensato e realizzato da un team femminile! Qui un articolo di Wired.

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Cosa bolle in pentola?

12 Feb

Come al solito, tante tante cose, al punto che diventa difficile portarle avanti tutte insieme senza un po’ di organizzazione, per cui mi viene incontro la tendenza maniacale che mi ritrovo di appuntarmi tutto, scrivere liste su liste, schemi e diagrammi, e sperare che non mi venga in mente di aggiungerci altro perchè sennò non si finisce più!

► Sul versante grafica, sto lavorando al mio e ad altri due loghi, quindi in questi giorni sto raccogliendo tutti gli imput da questi tre lavori per scrivere un post sulla genesi e anatomia di un logo, (almeno per come lavoro io)!

La mia Pinterest Board dedicata ai loghi: stili e soluzioni che preferisco. Pinterest è perfetto per svolgere il lavoro di ricerca preliminare prima di ogni lavoro, e mi torna utilissimo anche in questo caso!

► Poi, siccome da più parti sta venendo fuori questo “tema caldo” dell’autopromozione, ci sto lavorando su due fronti:

  • Ho cominciato a raccogliere adesioni e materiale per mettere insieme una piccola guida, un “vademecum” all’autoproduzione & autopromozione per musicisti e band. Sto coinvolgendo vari soggetti, amici, collaboratori del mondo della musica indipendente e del giro DIY, addetti ai lavori a cui chiederò di condividere consigli a beneficio delle band che vogliano capire come proporsi e come usare gli strumenti -digitali e non- a disposizione.
  • Cercherò di dare una forma fissa ad una rubrica di questo blog dedicata all’autopromozione, pensata soprattutto per crafter, artisti, artigiani, soprattutto gli introversi, ma non solo loro. Ho letto tantissimi libri, blog, tutorial ed elenchi di consigli per aiutare me stessa a superare questo scoglio, talmente tanti che mi escono dalle orecchie! Non so quanto funzionino per me (un po’ sì, sennò non starei qui a scrivere), però intanto posso condividere quello che ho imparato ;)

► E sempre per quanto riguarda materiale da mettere in condivisione, un altro tema caldo è quello dei laboratori di stampa, delle alternative alle stamperie e tipografie online e in generale alle grandi strutture, in favore di piccoli laboratori e professionisti autonomi che fanno serigrafia e letterpress. Questo per chi magari preferirebbe lavorare con stampatori che siano più simili a noi e capiscano cosa vogliamo fare, ma anche per avere un rapporto più umano e dialogo con le persone a cui affidiamo i nostri lavori.

Ecco un esempio di serigrafia a colori con la tipica retinatura per le sfumature. Clicca sull'immagine per andare al sito di Serimal: raccoglie tutte le foto dei suoi lavori, e sono davvero tanti, ce n'è per tutti i gusti!

Ecco invece un esempio di letterpress, una vecchia tecnica di stampa che sta tornando ad andare forte negli stati uniti per biglietti da visita, inviti e partecipazioni. Spero torni a diffondersi anche qui perchè l'effetto è bellissimo e ci sarebbe spazio per tanti laboratori artigianali che abbiano voglia di proporre cose un po' ricercate.

Un altro esempio di letterpress. Clicca sull'immagine per andare alla gallery di Letterpress Delicacies

Bene, io ne conosco alcuni perchè ho la fortuna di conoscere il giro DIY, dove ci sono eccellenti serigrafi che stampano per tutti magliette e dischi, ma in altri casi capisco che è un mondo un po’ sotterraneo che è difficile conoscere, non si sa a chi rivolgersi, quali siano i prezzi e via dicendo. [tra l'altro starei mettendo su il mio laboratorio anch'io, ma questa, come diceva quel libro, è un'altra storia...]

Vorrei sopperire a questo buco nero di informazione, e creare un collegamento tra gli illustratori/grafici e gli stampatori. Ce la possiamo fare?

In questi giorni ne stiamo parlando sul forum del Team di Etsy Italia, e anche su alcuni forum di musica che frequento, e stiamo mobilitando un po’ le conoscenze di tutti per raccogliere i dati per una lista di laboratori di serigrafia artigianali in giro per l’Italia, ad uso di illustratori, grafici, musicisti, etichette ed altri soggetti che vorrebbero avvicinarsi alle lavorazioni artigianali e lavorare con piccoli soggetti come loro.

Il vantaggio è sia per l’una che per l’altra parte: aiutiamo i piccoli laboratori a trovare lavoro, aiutiamo chi deve stampare a trovare soluzioni su misura, contribuiamo alla creazione di rete tra piccole realtà artigianali e creative, e possibilmente alziamo il livello della qualità mettendo in campo tecniche, materiali, conoscenze e competenze.

Quindi questo è quanto per ora, per tutti questi progetti ci vuole un po’ di pazienza, di lavoro di rete e di organizzazione, magari ci vorrà un po’ di tempo ma cercherò di non far cadere nel vuoto nessuna di queste idee.

Se potete aiutarmi o conoscete qualcuno che può aiutarmi a raccogliere informazioni e dati fatevi sentire, buona settimana a tutti!

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Prossimi eventi a Bologna

11 Feb

Segnalo qualche evento in giro a Bologna nelle prossime settimane, come filo conduttore la decrescita e le pratiche di resilienza.

Associazione Planimetrie Culturali, con il Patrocinio del Quartiere San Donato di Bologna, propone MOME – mostra/mercato di oggetti artigianali: due giorni di mostra/mercato per riscoprire oggetti, abbigliamento, prodotti erboristici, arredo-design, accessori, cibo; il tutto autoprodotto e/o riciclato.

Dalla pagina facebook dell’evento:

Sabato 18 e domenica 19 Febbraio

dalle 17 alle 24

c/o progetto di riciclaggio urbano, Scalo San Donato Via Larga 49, Bologna

Quando la crisi distrugge le aziende, ci si riscopre artigiani…

> L’OCCHIO DEL BAOBAB – prodotti erboristici autoprodotti, creme, pomate curative, saponi, lozioni, con ingredienti base acquistati in cooperative di donne africane.

> ART ‘i’FIZIO – artigiano dei metalli, lavora rame ottone e metalli vari trasformandole in accessori e piccole sculture magiche.

> BOTTEGA delle ANOMALIE (Ruscitto Michele) produzioni ed installazioni di arredo-design, come oggetti d’illuminazione, specchi, piccoli complementi, etc… fondendo tecniche e materiali vari ed inserendo concezioni di riciclo, naturopatia ed ecologia. Inoltre il laboratorio realizza oggetti originali da indossare per qualsiasi evento ma anche strutture per spettacoli circensi e teatrali.
http://bottegadelleanomalie.weebly.com/

> CESARE LISSIDINI – Scritte ironiche, serigrafate su t-shirt. Gli ultimi lavori ‘ironically alcoholic’ sono quelli della serie CESARUM e GRAPPA E VINCI.

> DANILA- oggetti di uso e bigiotteria in fimo e riciclo stoffe.

> IL RUSCO FREE ART “creatività e riciclo si fondono per realizzare manufatti unici e ecosostenibili, un progetto in sede in Toscana, presso “IL RUSCO FREE ART” Castel del piano (GR).Cercando di creare un punto di appoggio per chiunque voglia diffondere la propria arte.
www.ilruscofreeart.com

> ISABELLA – che ci sfiziera’ con la sua cucina piatti naturali, gustosi preparati con amore e passione.

> PERRY – artigiano del cuoio e della pelle… scarpe, cinture, borse e tanto altro.

> SARA – Mantelle di riciclo dal cappuccio lungo per streghe e elfi cappelli con foglie di palma, abbigliamento e accessori in pelle. pagina facebook uta zaza’

> STEFANO – artigiano che raccoglie , lavora e crea con semi di fiori e frutti sculture e accessori.

> VIOLA & BEPPE – alla riscoperta di una vita autosufficiente e naturale ci propongono il loro ottimo Seitan fatto da loro con acqua di montagna e farina Bio.

> CANA2S lettura ed intepretazione dei tarocchi ( Arcani Maggiori )con carte di Avalan x rispondere a domande e dubbi.

Live Concert Domenica 19 > HONOLULU SWING

Parlando proprio di decrescita e buone pratiche, Lame in Transizione invece propone un ciclo di tre incontri sulla resilienza:

MERCOLEDÌ 15 FEBBRAIO
Il cibo : come procurarselo : gruppi di acquisto,km 0, filiere alternative
Ne parliamo con il Gasbo Beverara
Biblioteca Lame – via Marco Polo 21 Bologna

MERCOLEDIÌ 22 FEBBRAIO
Autoproduzione del cibo : gli orti urbani
Ttalk con Stefano Peloso
il food garden come alternativa all’orto .
non solo gli orti ma anche i giardini, balconi,terrazzi possono essere fonte di cibo.
Biblioteca Lame – via Marco Polo 21 Bologna

MERCOLEDI’ 29 FEBBRAIO
Centro Civico Borgatti. via Marco Polo 51
L’acqua una risorsa sempre più preziosa e poco rinnovabile.
ne parliamo con Cosimo Specolizzi che in Salento sta sperimentando nel suo Orto dei Tu’rat,la raccolta dell’acqua dalle pietre. Un sistema antico e poco conosciuto.

Per saperne di più sul movimento della Transizione e sul concetto di resilienza: cos’è la transizione, dal blog di Cristano Bottone.

In ultimo, segnalo che anche l’Associazione Armonie, che si occupa di donne e questioni femminili, ha aggiunto in calendario un appuntamento fisso sulla coltivazione dell’orto. Dal programma dell’associazione:

Fare l’orto: una piccola/grande pratica rivoluzionaria per recuperare sostenibilità, gusto, socialità.
Evviva, abbiamo un orto!
Vuoi condividere lavoro e prodotti? Nell’orto di Armonie puoi farlo.

incontro di giovedì 23/02 h. 20.30
DUE O TRE COSE CHE SO DELL’ORTO…
a cura di Robby & C.
Ma che cavolo è la permacultura? Un modo di pensare e agire rispettosodelle vite di ciascuno e dell’ambiente

L’incontro successivo sarà il 12 Marzo e si parlerà di compost, pacciamatura, fertilità del terreno, consociazioni e rotazioni… da realizzare sul balcone come nell’orto.

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Autopromozione per introversi & riservati: un tasto dolente su cui conviene battere!

9 Feb

Ieri ho scoperto per la cinquantesima volta l’acqua calda: non so proprio promuovermi. Ma non solo non so proprio promuovermi, non so nemmeno dire quel minimo che permetta alla gente di capire chi sono e cosa faccio.

Ero a pranzo con un amico dei tempi delle serate dark (sì, ho fatto anche quello, diggeiset eventi facciocosevedoggente) e parlando di come ho iniziato a fare grafica & simili, mi son resa conto che la maggior parte delle persone che conosco conoscevano il mio lavoro ma non lo collegavano a me.

Ed è presto detto perchè: per anni, mi sono nascosta dietro vari pseudonimi, entità e gruppi di lavoro, fondamentalmente per tre ragioni.

La prima è che nutrivo l’errata convinzione che l’unione fa la forza. A volte è vero, a volte no. Quando si tratta di valorizzare il proprio lavoro, spesso no.

La seconda è ahimè l’insicurezza, la convinzione che da sola non andrei da nessuna parte. Quella, come forse si evince, l’ho decisamente superata, o almeno aggirata. Continuo comunque a trovarmi meglio con gli strumenti digitali (“da dietro lo schermo”) e con gli pseudonimi.

L’ultima è l’unica che mi sta bene così, e che tuttavia ho capito che devo imparare a gestire: l’introversione.

In genere essere introversi, riservati, timidi o insicuri (o tutte queste cose, che non sono affatto sinonimi), non fa bene alla “carriera”, non importa se si ragiona in grande o in piccolo, di mainstream o di nicchia. Non fa bene e basta perchè per quanto piccolo e informale sia l’ambiente nel quale ci affacciamo, se non sappiamo dire “eccomi, ci sono anch’io, faccio questo e questo, vorrei collaborare con questo e quello per creare quest’altro” e insomma proporsi, mostrare il proprio lavoro e valorizzare le proprie idee, probabilmente la nostra strada sarà molto in salita.

La conseguenza più tipica è quella di trovarsi in un circolo vizioso per cui gli scarsi risultati ci rendono ancora più insicuri e restii a buttarci, ci chiudiamo ancora di più il che porta ancora meno risultati e via così. Insomma, un disastro.

Così non va sicuramente bene, tutti quelli che hanno familiarità con questi problemi lo sanno e ognuno di noi tenta le proprie strategie per evitare questo avvitamento infernale, però è anche vero che proporsi, buttarsi, esporsi crea agli introversi e ai timidi un vero disagio. Questo in parte si supera con l’abitudine, ma in parte è nel nostro carattere, e, aggiungo io, funzionale. Non si tratta di estirpare, di vincere, di reprimere, ma di trovare un buon equilibrio.

Infatti, ci sono anche lati positivi nel non essere a proprio agio nel parlare di sè:  difficilmente si arriva a strafare, si ha un sano senso del ridicolo, e una certa grazia nel proporsi. La cosa negativa è che si fatica il doppio a far conoscere il proprio lavoro, e anche quando ci si riesce, perchè magari è un buon lavoro, ci accorgiamo che nessuno lo collega a noi.

A me è capitato spesso che qualcuno mi chiedesse “ci vai al Leviatani&Zanzare?”, che è un festival a Bologna, lo organizzavo io, però mi vergognavo a dire che lo organizzavo io, così magari dicevo solo “eee…sì”. E siccome pur sbattendomi come gli altri, evitavo come la peste di presentarmi, andava a finire che nemmeno chi suonava aveva idea di chi fossi, anche se magari li avevo chiamati io. Insomma, non sto parlando per ipotesi o astrazione, essere la donna invisibile è la storia della mia vita. Potrei avere un milione di esempi ma so che alla fine sono tutti uguali: è la dinamica universale dell’autosabotaggio, vecchia come il cucco e universalmente valida in ogni settore, luogo e ambiente.

Aver capito che questo deriva dal mio comportamento e non da una cospirazione interstellare è stato il punto di svolta.

Sono io che non mi presento, entro nelle stanze affollate guardandomi i piedi,  non attacco bottone, non mi propongo e sono almeno due mesi che rimando il fatidico momento del lancio tramite mailing list perchè piuttosto mi farei schiacciare un ditone del piede da un elefante.

Quindi, come fare? Imparare a proporsi e ad autopromuoversi, senza chiedere da sè stessi la luna, è già un buon obiettivo. Nel frattempo il mio obiettivo a breve termine sarà raccogliere, tradurre, condividere risorse per l’autopromozione, specialmente per chi non ce l’ha nel sangue.

Intanto, qui c’è una persona sulla nostra stessa barca che dice la sua su come incentivare il passaparola (in inglese).

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Risorse per le piccole attività artigianali e creative

8 Feb

Queste sconosciute!

Prima parte: i libri per crafter & co.

Durante i due incontri di riscaldamento per i partecipanti al bando Incredibol!, s’è fatto un gran parlare di idea d’impresa, business plan, marketing, insomma di tutti gli strumenti per partire -e continuare- nel migliore dei modi. La spolverata è stata anche utile, ma siccome sono una curiosona e mi piace approfondire, appena uscita di lì mi sono fiondata in libreria per vedere di trovare qualcosa sull’argomento. Niente. E anche in biblioteca niente, e nemmeno su Internet. Possibile?

Ok, di libri sul business plan ce n’è a decine, ancora di più sul mettersi in proprio, per non parlare del marketing (diversi scaffali, a dire il vero). Però niente di pratico sulle imprese creative nè sul business dell’handmade, dell’artigianale e via dicendo. Per quanto mi possa essere utile leggere qualcosa pensato per l’impresa “classica” e riadattarlo alla mia situazione, ero sicura che a scavare un po’ sarei riuscita a trovare qualcosa che facesse per me.

E così mi son decisa a cercare qualcosa in inglese: ed ecco l’Eldorado del crafty business. Ovviamente tutto made in Usa. Ma io ho questa perversione inspiegabile: adoro i manuali americani, così pieni di liste, trucchi e consigli, così 1+1=2, così rassicuranti. Non c’è niente di meglio che sedersi con uno di questi “how to” da sottolineare e cerchiettare, con una cioccolata calda davanti. Bene, quindi ho trovato il mio nuovo paradiso, ho riempito il carrello fino a una cifra improponibile, poi scremato, e poi ho fatto il ponderato acquisto. Che spero mi torni utile. Di sicuro mi regalerà pomeriggi di relax, ma spero di ricavarne un percorso utile che potrò condividere con i tanti lettori (e lettrici) italiani!

Ecco cosa ho trovato (no, non li ho acquistati tutti insieme, ma se volete regalarmi una postepay che non si esaurisce mai, l’accetto volentieri):

The Creative Entrepreneur: A DIY Visual Guidebook for Making Business Ideas Real

The Handmade Marketplace: How to Sell Your Crafts Locally, Globally, and On-Line

The Savvy Crafters Guide To Success: Turn Your Crafts Into A Career

The Right-Brain Business Plan: A Creative, Visual Map for Success

Birthing the Elephant: The Woman's Go-For-It! Guide to Overcoming the Big Challenges of Launching a Business

The Crafter's Guide to Taking Great Photos: The Best Techniques for Showcasing Your Handmade Creations

L’unica cosa pertinente e interessante che ho trovato in italiano finora è questo libro appena uscito, non tecnico e molto scorrevole, sul “buzz marketing”:

L'Arte Del Passaparola

Non ho inserito anche i vari manuali (ce n’è uno anche per la collana “for dummies”) sulla vendita attraverso Etsy, perchè mi sembra che le guide presenti direttamente sulla piattaforma siano molto ben fatte. E per chi non mastica bene l’inglese, il team di Etsy Italia sta lavorando alla traduzione dei principali strumenti, cominciando dall’abc: aprire un negozio su Etsy.

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