Archive | February, 2012

“B&B” Reno – Appennino Recording Studio e laboratorio grafico

27 Feb

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Come vi avevo già raccontato in questo post, in questa casa siamo in due e abbiamo due studi, che lavorano in parallelo.

Io faccio grafica, design e le crafterie varie che vedete in questo blog, mentre Adam si occupa di musica. Oltre a portare avanti i suoi progetti (Adamennon, Deep Pression, Tormental, Black Temple Below, Suffering Quota, Korea Ping Pong Attack…), registra e segue mixing e mastering per altri gruppi. Quindi recentemente sono passati di qui diversi musicisti a lavorare sui loro dischi, sono stati un po’ con noi e abbiamo condiviso pasti, birrette, grog e chiacchiere. Con alcuni sto lavorando anch’io per questioni che riguardano la grafica: loghi, packaging particolari e copertine. Prossimamente inizieremo a stampare t-shirt e merchandising e -spero!- avremo il torchio da letterpress per stampare copertine in rilievo o bassorilievo (ho in mente degli effetti nero su nero che non vedo l’ora di provare!).

La formula è di solito questa: ci si mette d’accordo per un week-end o un paio di giorni infrasettimanali, poi i musicisti vengono qui, si sistemano nella stanza degli ospiti (la  Couchsurfing room, 5 posti letto e balcone), e lavorano al disco con Adam in studio, dove si può registrare tutto, tranne -per ora- la batteria. Si condividono i pasti, le serate e i momenti di relax, e in dieci minuti a piedi si possono fare giri nelle campagne e nei boschi. Il paesino offre un bellissimo panorama, silenzio e tranquillità, e per i più abitudinari c’è il circolo: una casa in sasso al centro del villaggio che funge da bar. La cucina è vegetariana e biologica, stiamo attenti al consumo locale, ai ritmi delle stagioni e dall’anno scorso abbiamo iniziato a coltivare un piccolo orto.

Finora sono stati qui: Noscrape, B.E.T.A., Manthra Dei, Black Temple Below, Tormental, Bland Vargar, SaturninE.

La prima cosa che dicono tutti è: “che silenzio!” E la seconda: “Beh caspita, certo che qui si sta proprio bene!” Poi di solito vengono plagiati dal gatto J. che è un ruffiano di prima categoria.

Potete trovare SFR Studio su Facebook: Sfr Experimental Area

…e su Soundcloud: SFR Studio (qui si possono ascoltare brani e set dei progetti ai quali ha lavorato)

Mi son ripromessa d’ora in poi di fare foto ricordo e istituire un guestbook per tenere traccia di tutte le persone, esperienze e momenti condivisi, e al più presto farò qualche foto alla casa da mettere qui sul blog.

Per ora ecco dove siamo:


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Di boschi, legno e paradossi

26 Feb

Foto scattata l'anno scorso sul sentiero per Lago Scuro (PR)

E il legno dov’è?

☛ clicca sul link per ascoltare la puntata di L’altro pianeta sullo spreco di legno in Italia.

Noi stiamo protestando perchè l’Italia [l'Europa, n.d.S.] sta incentivando chi brucia il legno per produrre energia. [...] Chiediamo che vinca il buonsenso, [...] che il governo intervenga perchè si possa bruciare solo il legno che non si può più recuperare.

Giuseppe Conti, direttore operativo della SAIB, azienda che produce pannelli truciolari.

È in scadenza proprio in questi giorni Forest Skills, un bando per progetti di uso intelligente delle risorse forestali, tutte le info qui.

Pin Fever

25 Feb

Ultimamente la stampa italiana si è accorta del fenomeno Pinterest ed escono diversi articoli al giorno, di solito un po’ sensazionalistici e fantasiosi, su questa nuova piattaforma di social bookmarking. Ma sui blog sono mesi che se ne parla, e ci sono diversi articoli (prima in inglese, ora anche in italiano) che spiegano cos’è ma soprattutto cosa ci si può fare. Quest’ultimo punto chiaramente dipende da chi siete: uomini? Donne? Curiosoni? Aziende? Designer? Foodies? Musei?

Qui una stringata selezione dei più utili ed esaurienti articoli che ho letto sull’argomento:

Oscilloscopio azzurro: Tutti pazzi per Pinterest (e anche i musei non stanno a guardare) di Giovanna Tinunin (contiene a sua volta un’interessante raccolta di articoli e post)

A cosa ci serve (forse) #Pinterest, come esportarlo, come usarlo per l’ecommerce | [mini]marketing di Gianluca Diegoli

56 ways to market your business on Pinterest su Copyblogger.com (in inglese)

Ecco come si presenta la mia pagina Pinterest!

World Wide Rome: Makers Edition

25 Feb

A quanto pare, il movimento dei makers sbarca in Italia.

Con Chris Anderson, Dale Dougherty, Riccardo Luna, Zoe Romano e parecchi altri. Si tiene a Roma il 9 Marzo una giornata di “presentazioni, demo, performance live, esposizioni, per raccontare dal vivo le storie di chi sta cambiando il mondo”, stando al sito di World Wide Rome.

Chi sono i makers? In pratica DIYers tecnologici, hackers, ingegneri e designer open source, ciappinari dell’hardware, etc etc.

Seguo quest’argomento, pur non capendo niente di niente di robotica & co, perchè mi interessa la parte pratica, le tecnologie e le lavorazioni alla portata di chiunque che vengono poi messe a disposizione di chi voglia progettare e creare oggetti. Come nel caso di Vectorealism (anche loro presenti alla kermesse); ma anche a basso impatto ambientale, come la stampante 3D di Enrico Dini e le sue case di sabbia.

Un paio di articoli in italiano sull’argomento:

Chris Anderson, Massimo banzi e la prossima rivoluzione dei “makers” di Riccardo Luna

Makers culture, movimenti sociali e sottoculture in Europa. Percorsi di cambiamento e fossilizzazione culturale di Bertram Niessen

✄ Poster (semi)automatico: Omaggio casuale a John Carpenter

24 Feb

Gioco:

✄ POSTER AD ASSEMBLAGGIO CASUALE ✏

1) Vai su Flickr → The Commons → scegli un paesaggio o un’altra immagine di sfondo

2) Scegli una foto storica o da un vecchio film per il soggetto

3) Prendi il titolo dell’ultimo film che hai visto e altri film dello stesso regista, mettili come nomi delle band

4) Scegli una data a caso dal calendario come data del concerto

5) E ora il locale: un altro titolo di film , sempre dello stesso regista, come nome del posto (per l’indirizzo, io ho usato la data di nascita di John Carpenter, e la location del suo film più famoso come città).

6) Assembla il tutto!

7) Fatto.

Di comfort zone, propositi, e sfide personali.

23 Feb

Ieri sera un gruppo con cui ho lavorato ha annunciato tramite facebook che un noto tattoo artist e illustratore sta lavorando a un disegno per loro, presumibilmente per una maglietta o altro merchandise.

Quindi ecco, sono intanto molto contenta per questa band italiana, di cui apprezzo molto, tra le altre cose, l’intraprendenza e le idee chiare in fatto di estetica. È stimolante e divertente lavorare con gruppi così, ce ne fossero!

Ma tornando ai miei 5 minuti da scolaretta: essendo già in contatto su Tumblr, ho scritto a questo noto illustratore un messaggio che diceva suppergiù “bella storia, abbiamo lavorato allo stesso gruppo, evviva, yuppidù”. Per dire che era un messaggio un po’ gratuito da fan, ma tant’è.

Poi ho esitato a mandarglielo, pensavo: mi prenderà per deficiente. E così co sto ditino su “invio” per 10 minuti. Alla fine ho pensato: massì, al massimo mi prenderà per deficiente. Invece è andata così: si è rivelato una persona squisita, ed è venuto fuori uno scambio di email, lavori, e anche qualche complimento per il succitato artwork, di cui sono -ovviamente- molto lusingata. Questo per dire: quando una cosa ti sembra stupida, ma non hai niente da perdere, why not? A volte a essere un po’ naif va anche bene!

Questo mi ha fatto venire in mente che varie volte ho letto consigli a proposito della “comfort zone”. La famosa linea che va un po’ forzata ogni tanto per raggiungere risultati o miliorarci, sul piano personale come su quello professionale.

Ora, la mia comfort zone è estremamente circoscritta. Se dovessi immaginarla, sarebbe così:

Insomma un posto calduccio, comodo, con una gran vista e in cui non mi manca niente, ma dal quale più o meno spesso devo uscire per poterlo apprezzare davvero (e per non fare la fine di Jack Nicholson in Shining).

Così ho deciso di istituire una bacheca “daily challenges” sulla parete sopra il computer, apposta per le cose che ogni giorno dovrei fare ma mi costano un po’ fatica: uscire a camminare/correre, fare un salto in paese a scambiare due parole con qualcuno, scrivere mail, etc. Tutte cose che richiedono di vincere la timidezza o il timore di essere fuori luogo, oppure che richiedono un minimo di forza di volontà e costanza (questa sconosciuta, chi l’ha mai incontrata?).

Di queste bacheche appese sulla parete ne ho già due o tre: mi ci segno progetti, moodboard e le liste delle cose da fare. È fondamentale che siano fisiche, non posso affidarmi al digitale per queste cose, essendo il computer il mio temibile ipnorospo: quando si tratta di essere operativi, devo passare all’analogico!

Sulla mia bacheca degli sbattimenti giornalieri, ora, c’è anche questo: scrivi, presentati, dì una cosa se ti va di dirla. Sembra una boiata ma per me è uno sforzo enorme.

 

edit: Anche questo post rientra nel discorso appena fatto. Prima di postarlo, ci ho pensato 100 volte, “mah, è troppo personale, troppo qui e troppo là, forse è meglio non scrivere nomi…” ma se il punto è avere il coraggio di essere se stessi, è questo il senso del blog. Il marketing puro lo lascio alle aziende, anche se, stando a questo personaggio, sono loro a dover imparare dalle persone a raccontare storie, e non viceversa.

edit #2: Tanto per sputtanare subito la prudente vaghezza del post: il gruppo sono i Lamantide (con cui ho lavorato per l’artwork del loro disco d’esordio, uscito a novembre 2011) e l’illustratore è costui.

♥ di pietra, ci siamo!

20 Feb

Oggi nevica di nuovo, e parecchio. Siamo sui 30 centimetri, ho già spalato due volte le scale fuori casa e non sembra voler smettere.

Così mi sono armata di caffè (svariati), pinze, campioni di fogli di pietra e finalmente ho provato a vedere cosa ci si può fare. La buona notizia è che si tagliano con le cesoie da giardino, ma non senza fatica!

Ho fatto i miei primi orecchini di prova con questa varietà color rame, su una base di pelle nera recuperata da una vecchia borsa. Tagliato i triangolini, cartati, forati col minitrapano ed ecco qua. La chiusure sono diverse perchè ne ho fatto uno più lungo e uno più corto per vedere come stavano.

Ta-daaaaan!

Anche l’Arciduca Von Japinis sembra contagiato dall’atmosfera ovattata. Qui è immortalato mentre dorme sulle mie perline. No, stellina, non disturbi. No, non le stavo usando.

Un paio di miei disegni

19 Feb

Oggi su Pinterest ho ritrovato per caso questa fotografia, che avevo usato come ispirazione per un disegno tempo fa:

portrait • david boni

Finalmente so di chi è! Non smetterò mai di dire che Pinterest funziona mooolto meglio di Tumblr da questo puntro di vista.

E questo era il disegno, stavo lavorando a una serie sulle creature mitologiche reinterpretate:

il Minotauro Hipster. Si lo so, gli mancano i wayfarer a righe.

snorting horse

E questo è un altro disegno sempre della scorsa primavera, che ero in fissa col pennarello minimale + colorazione e texture digitale. Niente modelli qui, ho disegnato talmente tanti cavalli da piccola che vado col pilota automatico ^.^

5 cose dal mucchio

19 Feb

Ogni giorno mi innamoro di qualcosa: a volte sono colpi di fulmine, altre volte ritorni di fiamma, tutte cose che vanno a finire su Pinterest, Tumblr o affollano i miei segnalibri! 5 cose dal mucchio è una selezione, ma non chiedetemi qual’è il criterio:

un vestito nero da maestrina, da hobbs.co.uk

...e uno invece paesaggistico

piatto a forma di cuore da JDWolfePottery su Etsy

gioielli geometrici di Noritamy.com

palchi e corna dipinte

Credo che la maternità di questa cosa si possa attribuire a Cassandra Smith: www.etsy.com/shop/MadeByCassandraSmith

Hai detto startup?

17 Feb

Un post diverso. Non sono impazzita (credo), è solo che ogni tanto mi interesso anche di queste robe qua. Anche se quando sento la parola “innovazione” vorrei metter mano alla pistola (ops! non si dice! nazzysta!), continuo a leggere tutte le notizie di settore e a vivere questa altalena psicotica tra attrazione e repulsione, senso di inadeguatezza e rifiuto. Vabbè. Welcome in gemini.

Tra le idee d’impresa presentate davanti ai Gran Sacerdoti della Silicon Valley durante la scorsa edizione di Mind the Bridge ce ne sono due interessanti legate al mondo della musica: Sounday e Frestyl.

Sounday è una versione in grande di quello che vorrei fare, attraverso un blog o piattaforma dedicata, per il DIY: un network che mette in contatto musicisti, produttori, label, graphic designer e videomaker, aziende che stampano cd…insomma tutti i soggetti di cui può esserci bisogno per far uscire un disco, in modo orizzontale e senza passare per major. Il modello è quello di tanti già collaudati siti di domanda-offerta di servizi creativi come Bandjob (che si rivolge principalmente a grafici e illustratori), e spero veramente che raggiunga una buona base di utenti perchè l’idea è buona, ma come sempre in questi casi bisogna che la gente ci vada perchè diventi davvero utile.

Frestyl ammetto che l’ho guardato meno e quindi non posso dire con esattezza come funziona, comunque è uno strumento social per la condivisione di tutto quello che ha a che fare con l’universo live, utilizzabile da promoters e band come strumento professionale e da tutti gli altri utenti come agenda, mappa, motore di ricerca per i concerti e la nightlife, un po’ come si fa(ceva) con la parte live di Last.fm. Altra cosa: è pensato e realizzato da un team femminile! Qui un articolo di Wired.

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