Autoproduzione & DIY

2 Apr

L’autoproduzione è l’arte di far da sè tutte (o quasi) le cose che cercano di venderci. Cose piccole o grandi, della vita o di tutti i giorni. Costruirsi la casa, coltivarsi il cibo, riparare quello che si rompe, cucire o fare conserve, per citarne alcune. È soprattutto una questione di mentalità: quasi tutto si può fare in casa e con pochi mezzi, e non è difficile immaginarlo se pensiamo che per gran parte della storia dell’uomo le persone hanno vissuto di ciò che sapevano fare, o tuttalpiù di quello che potevano acquistare o scambiare da vicini, parenti, contadini, artigiani.

Il DIY, do it yourself, traduce questa pratica in filosofia, stile di vita, e lo applica a tutti i campi del sapere e del fare, in infinite declinazioni possibili. Significa costruirsi da sè il mobile del bagno ma significa anche autoproduzione culturale, musicale, editoriale.

C’è un po’ di confusione quando si parla di autoproduzione per via della triplice accezione del termine: autoproduzione “casalinga” (detersivi & co, orti urbani, bricolage e creatività domestica in generale), autoproduzione artistica e musicale (etichette indipendenti e home-label, self-publishing e distribuzione indipendente nel campo delle arti, dalla musica al fumetto), e design autoprodotto (questa è la categoria più nuova e imprevedibile, su cui varrà la pena tornare).

A mio avviso tutte e tre queste declinazioni sono parte dello stesso discorso, guardando le cose da una prospettiva più ampia, e non a caso spesso si intrecciano in percorsi comuni.

Ci sono infiniti campi e modi per rimettere in moto le mani e il cervello, e non mancano i canali per acquistare online e localmente direttamente dai produttori oggetti di ogni genere, evitando la grande distribuzione e l’industria del “basta che si venda”.

Autoprodurre significa:

  • Essere autonomi e liberi
  • Acquistare, consumare, buttare e sprecare di meno
  • Tenere in esercizio le mani e il cervello
  • Rivalutare il saper fare esteso
  • Fare comunità (non sempre, ma spesso)
  • Divertirsi!

Anche comprare handmade ha diversi significati e implicazioni, e a mio avviso rappresenta già una piccola rivoluzione, certamente di nicchia, ma con risultati concreti:

  • Evitiamo di acquistare beni prodotti in grandissime quantità e venduti a basso prezzo esclusivamente per profitto, a discapito dell’ambiente e dei lavoratori
  • Acquistiamo invece oggetti prodotti da persone, che commercializzano personalmente i frutti del loro ingegno, stabilendone il prezzo
  • Acquistiamo beni che garantiscono un guadagno a chi li fa, ma che tengono conto di tanti altri fattori: estetica e impatto ambientale, ad esempio
  • Ci assicuriamo che quello a cui stiamo dando i nostri soldi è chi produce (e vende), accorciando la filiera e permettendo ai piccoli produttori di vivere delle loro idee e del loro lavoro
  • Abbiamo la possibilità di acquistare locale e di salvare la “biodiversità” delle produzioni artigianali

Ci sono tante altre ragioni per autoprodurre e comprare cose autoprodotte, fatemi sapere quali sono le vostre ragioni perchè quest’elenco diventi sempre più completo!

Ecco, ad esempio, cosa è venuto fuori da un sondaggio sulla pagina facebook del team Etsy Italia:

 

Risorse online per l’autoproduzione e il DIY:

Erbaviola.com

Con le mani, naturalmente

IoRicreo – L’arte del riciclo creativo

Etsy Italia Team

Vendetta Uncinetta

Instructables – make how to, and DIY (in inglese)

Tip Junkie – Homemade gift ideas (in inglese)

Punk Projects – craft tutorials (in inglese)

ScrapHacker.com (in inglese)

Hello Handmade (in inglese)

Recyclart.org (in inglese)

Hipcycle – Upcycled products (in inglese)

Ikea Hackers (in inglese)

 

Risorse concrete per l’autoproduzione:

Università del Saper fare

Associazione PAEA

Autocostruzione solare

 

Risorse online per l’acquisto e vendita di oggetti autoprodotti:

Etsy (internazionale)

Dawanda (europeo, disponibile in inglese, francese e tedesco)

Babirussa (italiano)

Ulaola (italiano)

MissHobby (italiano)

Blomming (per vendere direttamente su facebook)

Cosa Verde (italiano)

DIY Design, blog:

Poppytalk (in inglese)

DesignSponge (in inglese)

Fiere, eventi e mercatini dell’handmade in Italia e all’estero:

Band Loch Markt – raduno creativo delle autoproduzioni di Bergamo

A/mano Market – Piacenza

Shock’n'Shop – @ Atlantide, Bologna

Opendesignitalia (fiera italiana del design autoprodotto)

Renegade Craft Fair (Chicago, San Francisco, L.A., Austin, Brooklin e Londra)

Got craft? (Vancouver e Londra)

 

Piccola bibliografia dell’autoproduzione e dell’handmade:

Grazia Cacciola – Scappo dalla città. Manuale pratico di downshifting, decrescita, autoproduzione

Marinella Correggia – Io lo so fare. Dagli oggetti quotidiani all’energia: piccola guida all’autoproduzione creativa e al riuso

Kari Chapin – The handmade marketplace. How to sell you crafts locally, globally and online (in inglese)

 

Segnalatemi pure siti, libri, blog e associazioni che si occupano di questi temi, così da rendere quest’elenco più completo possibile! Io man mano che ne scopro li aggiungerò qui.

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One Response to “Autoproduzione & DIY”

  1. Isabella April 2, 2012 at 9:00 am #

    Ho dovuto cambiar di posto a questa sezione per aggiungerla ai post in evidenza anzichè alle pagine, e putroppo nel “trasloco” ho perso tutti i commenti :(
    Scusate per la confusione!

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